Secondo Me: Libera Opinione di Paolo Pesce. sulla situazione che prevede il nuovo regolamento sul censimento degli apparecchi di gioco.

Con il comunicato odierno da parte della Radikal che mette in pausa i vari tornei sulle macchine on-line, sembra che stessa sorte sia per le conecteK  dart, si apre uno scenario pieno di dubbi e perplessità. Burocrazia e aumenti rischiano di penalizzare un mondo che sicuramente, anche dopo un calo dovuto alla situazione pandemica non ne aveva sicuramente bisogno. Abbiamo cercato di fare chiarezza anche cercando di spulciare articoli come quello riportato sotto e interpellando operatori del settore.
La senzazione che si voglia tassare + che censire tutte quelle atrazioni da bar (calciobalilla, carambola, flipper, freccette, ex AM1 ad AM6) rischia di vederli sparire dai locali pubblici e per le freccette, al momento sembra solo al soft rischia di provocare un danno enorme al movimento delle freccette, che ancora una volta secondo me paga la poca unità. Ci sarà da capire se come tesserati di una pratica sportiva ci potrà essere uno spiraglio di trattativa .

Ultimi giorni per i possessori di apparecchi da gioco senza vincita in denaro installati prima del 1° gennaio 2003 e degli apparecchi meccanici ed elettromeccanici (calciobalilla, carambola, flipper, freccette, ex AM1 ad AM6) già installati alla data del 1° giugno 2021 per mettersi in regola con la nuova normativa in materia emanata dall’Agenzia accise, dogane e monopoli.

Il 28 febbraio infatti cesseranno di avere efficacia i nulla osta per la messa in esercizio di tali apparecchi, perciò, chi non avrà richiesto uno nuovo  in sostituzione del precedente accedendo all’area riservata sul sito dell’Agenzia – le istanze devono risultare sull’applicativo almeno nello stato ‘protocollate’ -, dietro presentazione dell’autocertificazione attestante la conformità alle regole tecniche vigenti dovrà procedere alla loro rimozione dagli esercizi pubblici ove sono ubicati.
Di fronte all’incombere di questa data, è d’uopo fare un riepilogo della situazione per capire lo stato dell’arte.

 

Cominciamo dai numeri: al momento le autocertificazioni presentate sono oltre 29mila. Poco meno di un terzo del totale degli apparecchi presenti sulla nostra penisola secondo i dati forniti dal Libro blu di Adm del 2020, ma fra i quali si annoverano anche i Comma 7 a e 7 c già certificati, per i quali c’è tempo fino a giugno.
Passando dalle cifre all’attuazione pratica delle norme, si riscontrano diverse problematicità. Forse a causa dei tanti accessi, quasi tutti i giorni la piattaforma per la presentazione delle istanze – stando a quanto riferiscono a GiocoNews.it alcuni operatori del settore – si blocca abbastanza spesso.
Per alcuni, invece, la comunicazione su scadenze e modalità di presentazione “non è stata sufficiente”, e sembra che la normativa risulti “ignota” soprattutto a chi non svolge quella di gioco come attività prevalente, come ad esempio i gestori degli stabilimenti balneari o dei circoli di biliardo.
Altri ancora lamentano la difficoltà di avere un aiuto pratico dai funzionari di Adm, che invece, dal canto suo, ha assicurato “la piena disponibilità degli uffici territoriali”.
Per porre rimedio a tutto questo, nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli appelli delle associazioni di rappresentanza del settore, che hanno in ogni modo cercato di fornire chiarimenti in merito.
Dagli Stati generali dell’amusement, che hanno proposto un tutorial online per far capire come seguire la procedura di autocertificazione, punto per punto – ed oggi, 21 febbraio, hanno dedicato al tema un nuovo incontro a “distanza” – all’associazione As.tro, che il 23 febbraio terrà un secondo evento online organizzato dal suo Centro Studi sugli adempimenti relativi alla nuova disciplina dei congegni comma 7 rivolto a tutti gli iscritti.
Il Sindacato totoricevitori sportivi  invece chiarisce che le “incombenze legate alla sostituzione/rilascio dei nulla osta per la messa in esercizio degli apparecchi ludici spettano al soggetto che ne risulta proprietario. Di norma si tratta del gestore che fornisce tali apparecchi all’esercente in regime di comodato d’uso. Tuttavia, nei casi in cui proprietario degli apparecchi sia lo stesso titolare dell’esercizio – nella fattispecie la tabaccheria – sarà quest’ultimo a doversi preoccupare dell’aggiornamento dei nulla osta”. Evidenziando inoltre che “l’abrogazione dell’obbligo di differenziazione dell’offerta, efficace dal 28 febbraio 2022, non comporta automaticamente il venir meno degli obblighi derivanti dai contratti eventualmente in essere tra gestori ed esercenti aventi a oggetto l’installazione degli apparecchi senza vincita in denaro”.
Sullo sfondo, la serie di petizioni proposte da Eugenio Bernardi, consulente tecnico specializzato nel comparto degli apparecchi di puro intrattenimento. Una al Parlamento europeo, nel quale sottolinea che le nuove regole tecniche creano “ostacoli per l’importazione e la libera circolazione degli apparecchi da intrattenimento nel territorio dell’Unione europea, con la conseguente mancata possibilità di introduzione in Italia di apparecchi acquistati in altri Stati del Mercato unico”, e una al Parlamento italiano, registrata al Senato con il numero 1020 e alla Camera dei deputati con il numero 906.